APPUNTAMENTI AL TEATRO MANZONI

TEATRO MANZONI PISTOIA Corso Gramsci, 127 – PistoiaTEATRO MANZONI ---------------------------------- PistoiaVenerdì 12 Marzo, ore 21 (turno V) Sabato 13 Marzo, ore 21 (turno S) Domenica 14 Marzo, ore 16 (turno D) Società per Attori/Teatro Stabile del Veneto/Teatro Stabile D’Abruzzo ALESSANDRO GASSMAN ROMAN E IL SUO CUCCIOLO (Cuba and His Teddy Bear) di REINALDO POVOD Traduzione e adattamento Edoardo Erba Con Maurizio Gammarota, Sergio Meogrossi, Giovanni Anzaldo, Matteo Taranto, Natalia Lungu, Andrea Paolotti Scene Gianluca Amodio Costumi Helga H. Williams Musiche originali Pivio&Aldo De Scalzi Light Designer Marco Palmieri Sound Designer Massimiliano Tettoni Elaborazioni video Marco Schiavoni Regia ALESSANDRO GASSMAN Dopo il grande successo dello spettacolo La parola ai giurati (tra i campioni d’incasso della passata stagione, vincitore anche del Premio Eti Gli Olimpici del Teatro 2009), Alessandro Gassman torna alla regia con la nuova produzione ROMAN E IL SUO CUCCIOLO, che Edoardo Erba ha tradotto e adattato dal testo contemporaneo “Cuba amd His Teddy Bear” dello scrittore Reinaldo Povod, spettacolo di grande richiamo con cui negli anni ’80 Robert De Niro tornò ad esibirsi in teatro dopo ben dieci anni di assenza a Broadway. Povod, di origine portoricana per parte di madre e cubana per parte di padre, fu definito dalla stampa americana un classico ‘prodotto’ del turbolento Lower East Side, è scomparso premturamente a soli 34 anni nel 1994 per tubercolosi. “Sono già passati quattro anni dal mio debutto nella regia con “La forza dell’abitudine” di Thomas Bernard, cui hanno seguito due stagioni ricchedi successi e riconoscimenti con “La parola ai giurati” di Reginald Rose – commenta Alessandro Gassman, recentemente nominato direttore artistico del Teatro Stabile del Veneto - Mi accingo ora a mettere in scena un altro testo contemporaneo, che mi ha coinvolto fin dalla prima lettura per l’umanità dei suoi personaggi, per uno stile di scrittura tagliente, crudo, profondo, che mai indulge al sentimentalismo. Con Edoardo Erba abbiamo deciso di ambientare la vicenda in una periferia urbana del nostro paese, all’interno di una comunità rumena, dove confluiscono personaggi di altra radice etnica. Operazione che non tradisce il testo originale americano che fa appunto coesistere personaggi di diverse razze, culture, religioni. È un dramma familiare e al tempo stesso sociale, un attualissimo sguardo sul presente che è anche un preciso richiamo a uno dei fenomeni che negli ultimi tempi più ci coinvolgono: la presenza degli immigrati nella nostra vita, presenza che ha trasformato la fisionomia delle nostre città ed ha intaccato il tessuto delle nostre relazioni. Uno sguardo neutrale, non ideologico, fuori dai consueti schemi del razzismo o della solidarietà di maniera. La prorompente forza drammatica dell’opera si basa sul rapporto irrisolto fra un padre semianalfabeta, spacciatore di droga, nevrotico, che alterna momenti di dolcezza ad esplosioni di rabbia, e un figlio adolescente, apparentemente schiacciato dall’autorità paterna, che vuole emanciparsi attraverso lo studio ma che nasconde al padre le sue illusorie prospettive di vita e la progressiva dipendenza dall’eroina. Un maldestro socio in affari del padre, un intellettuale tossicodipendente, un’altro spacciatore e la sua giovane prostituta sono gli altri personaggi che ruotano intorno alla drammatica vicenda umana di un uomo disposto a tutto pur di far soldi per garantire al figlio un futuro diverso dal suo e di un ragazzo consapevole del fatto che il padre potrà, a suo modo, amarlo ma non riuscirà mai a capirlo. Un rapporto toccante, crudo, a tratti sconvolgente, che troverà compimento solo in un un fatale, catartico epilogo. È però anche una storia di disperazione e degrado che, attraverso il drammatico destino di un’umanità condannata all’emarginazione, rimanda a problematiche sociali di grande attualità. Una delle sfide più difficili del terzo millennio sarà quella di imparare a vivere in una società unita nella pluralità, ponendo come base quanto ci è comune: la nostra umanità. Alessandro Gassman Prevendita: Biglietteria Teatro Manzoni 0573 991609 – 27112 On line su www.pistoiateatri.it

scritta da coveri
4 febbraio 2010


partner: Mercatone Florenzi Teatro Manzoni