Radio Pistoia

RUBRICA  TRENDY SETTIMANALE DI MODA E TENDENZE il lunedi e domenic e martedi alle 14,00 e 18,00

E’ arrivato in libreria il primo romanzo di Anna Stromillo napoletana classe ’62 Quando il mare si stanca di essere cattivo edito da Albatros Edizioni.

romanzo

Vera è una donna alla soglia dei cinquant’anni, madre di Angelica, adolescente inquieta. Insegnante di lettere in un liceo viene travolta dalle regole di un tempo nuovo che le imporranno di ri-conoscere i suoi diversi piani relazionali rispetto a un codice di comunicazione (verbale e interiore) che le si impone di cambiare. Un trasloco dalla sua casa d’infanzia genera in lei un passaggio doloroso ma obbligato che la indurrà a fare luce sul suo passato, sull’incertezza dei suoi legami affettivi e sulla possibilità di un futuro ancora tutto da definire. Reduce da un matrimonio finito, sarà costretta a confrontarsi anche con la madre e fare i conti con un’ irrisolta conflittualità . L’incedere del tempo che passa segnerà il percorso della donna che ad un tratto sembra confondere le sue paure con quelle per la figlia. Sogni di carta e parole sospese sembrano ad un tratto minare il profondo legame affettivo tra Vera e Angelica.

“Compagni del suo viaggio, alla ricerca della verità e dell’uguaglianza sociale, i suoi ragazzi e la salvaguardia della loro crescita intellettuale”.

Sullo sfondo il prolificarsi dei social network, aberranti modelli di connessioni obbligate.
Un romanzo breve, attuale e di facile immedesimazione che parla ai giovani raccontando il disagio degli adulti rivolgendosi ad essi nella sollecitazione di una maggiore autocritica. Un inconsueto traguardo dimensionale di circolarità ideologica ed emotiva rappresentato dal raggiungimento di quel pieno esistenziale spesso dimenticato e perduto.

Cosa ti ha ispirato nella stesura di questo romanzo?

Innanzitutto il rapporto genitoriale al tempo dei social media. Oggi essere genitore di un adolescente significa misurarsi con una società che si trasforma a ritmi elevatissimi, che impone agli individui cambiamenti rapidi nelle abitudini e anche nelle forme dello “stare insieme”. Per alcune persone in generale, e per numerosi genitori in particolare, può risultare difficile stare al passo con tutte le trasformazioni e la sensazione che ne deriva è che gli strumenti utilizzati per risolvere i problemi o prendere decisioni invecchino rapidamente, diventino obsoleti e sia necessario apprendere nuove strategie.

Ma quali strategie?

Spesso nello scegliere che tipo di genitori provare ad essere, ci si rifà all’esperienza vissuta da figli, a volte con l’intento di riproporre il modello educativo di cui si è fatta esperienza diretta. Ma nella società attuale, spesso da genitori ci si accorge che riproporre lo stile educativo dei propri genitori può risultare decisamente fallimentare! Infatti la società in cui crescono i figli oggi non consente l’adozione di quelle stesse regole e modi di agire, ma anche provare a fare l’esatto contrario dei propri genitori può rivelarsi controproducente.

E allora che fare?

Piuttosto che ricavarne un senso di scoraggiamento e di incapacità la protagonista del romanzo- come ha scritto benissimo nella prefazione al libro Ilaria De Lia – Vera, decide di affrontare i suoi dubbi e le sue paure attraverso il tentativo di entrare nel mondo di sua figlia Angelica e toccarlo con mano facendo contemporaneamente lo sforzo di decentrarsi rispetto al suo punto di vista di donna adulta/madre.